Parole che sono me

"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
di gente che sa fare il pane,
di gente che ama gli alberi
e riconosce il vento."
- Franco Arminio

martedì 30 gennaio 2018

La ragazza che spazzava via le nuvole

NON PENSARLA LA GIOIA, SENTILA, è UNA FIORITURA NELLA CARNE
Franco Arminio

- un racconto -

Il tuo cuore è il ventre
l'hai sempre sentito pulsare in quella parte del corpo
la più misteriosa e profonda
quella che appartiene all'acqua e al sangue
se arrivano le nuvole, tu le spazzi via
le spazzi via per portare luce
e ristoro, conforto rinnovato
immediato tepore
e la tua pelle ti parla

Tutto in te parla, dai capelli agli occhi, dalle labbra ai piedi.
A volte vorresti strapparti di dosso il tuo corpo, vedere cosa accade.
Anima che guarda impotente.
Poi respiri. Ami il tempio di carne e ossa che ti è stato creato.
Ancora spazzi via le nuvole, coccoli corpo e anima.
E come Penelope, tessi fili di attese disattese, e mentre tessi e spazzi via le nuvole, i tuoi occhi donano agli altri luce e sorrisi, tutto si dimentica in fretta (?), a te stessa doni promesse come conchiglie...
le lasci andare... le consegni al mare, all'acqua, il luogo che ne farà vita.

Il tuo cuore è il ventre
senti l'eco
l'allegria
la gioia
la tristezza quando se ne va e lì si sedimenta
i dolori
gli schiaffi
le carezze
i baci
e spazzi via le nuvole
per portare luce.
Ogni volta.
E poi fiorisce...
dall'acqua e dal sangue

il mio fiore preferito in assoluto, foto da qui

Dunque c’è la luce
e ogni foglia è attaccata al ramo
 con esatto amore
e ogni foglia in orario
 lascia il ramo con audace resa 
e ogni uscire dalla soglia
del corpo è ricevuto
con unanime benvenuto
da quella scienza della gioia
che proprio ora proprio qui
riempie il foglio di ghirigori
per dirti che dunque
la luce c’è.
Chandra Livia Candiani

lunedì 15 gennaio 2018

Il cuore pulsante delle parole

Ci sono parole come scrigni, racchiudono tesori al loro interno, se ci scavi dentro, con le unghie a raccogliere inchiostro e con gli occhi sempre avidi seppur stanchi, ne comprendi l'essenza, il cuore pulsante delle parole.
Spesso ho sentito dire che le parole se le porta via il vento. Sì, ma poi dov'è che vanno a finire? Fanno dei giri immensi e poi ritornano? A quali latitudini sostano? E ritornano così come sono partite?
Le parole, invece, fanno rivolgimenti, costruiscono desideri, cementificano rapporti, curano ferite, leniscono dolori, accarezzano o schiaffeggiano l'anima, le parole contano.
Possono essere racchiuse in promesse non mantenute, in desideri in attesa, in urla rivolte a un cielo girato di spalle, in sogni crollati, in fallimenti annunciati, in sguardi loquaci, in diari e poesie, ma le parole contano, pulsano nelle vene, discendono dai pensieri, talvolta i più intimi, entrano in circolo nell'animo, sono sospese nei silenzi.
A volte ti schiacciano, altre volte ti fanno librare nell'aria.
Sono la tua unica droga.
Le pronunci, le leggi, le scrivi, le tatui, sulla pelle o dentro il petto. Le parole le senti pulsare come un muscolo involontario al quale inesorabilmente arrenderti, tua dannazione e dedizione.

"E le senti le vene piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai
leggero nel vestito migliore
senza andata nè ritorno
senza destinazione
leggero nel vestito migliore
sulla testa un pò di sole 
ed in bocca una canzone..."