Parole che sono me

"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
di gente che sa fare il pane,
di gente che ama gli alberi
e riconosce il vento."
- Franco Arminio

VIVA LA VIDA

  • Sul comodino: "Quel che resta" di Vito Teti
  • Ultima lettura: Cade la terra" di Carmen Pellegrino
  • Nell'aria, odore di: Basilico
  • L'ultimo sapore: anguria

venerdì 6 ottobre 2017

Accade

ci si accorge di avere tra le mani 
polvere
 che scivola via
qualche granello rimane 
intrappolato tra le ciglia
e fa lacrimare 
poi accade che un giorno
dai un soffio sul palmo
e lasci andare tutto
non trattieni
nè speri
impari allora a vivere

Accade che viene l'autunno e che gli alberi cambino colore, ogni foglia ritorna alle radici, perchè sa cosa fare, nutre la terra.
Accade che pure tu cambi colore, qualche foglia cade, le radici si assestano nel terreno umido delle prime piogge di questo tempo d'autunno.
Accade anche che ti ritrovi a scrivere piccoli pensieri che annoti a mano, sporcandoti le dita di inchiostro, come facevi sempre da bambina.
Accade ancora.
Accade che hai bisogno di silenzio intorno e dentro, che hai imparato ad avere pazienza solo verso le cose (e le persone) a cui più tieni, hai imparato a tagliare i rami secchi, i ponti, le parole in più.
Accade infine che ti metti alla prova, che cammini nel buio, che sfidi un pò te stessa e chi ha inventato il cielo, che piangi tutte le tue lacrime fino a cavarti gli occhi e che ritorni a splendere come sempre, ancor più abbagliante di prima perchè luce sei. Tu.
Accade anc(ora).
immagine da qui

mercoledì 19 luglio 2017

Pizzelle di fiori di zucca

"Se non siete capaci di qualche stregoneria, 
è inutile che vi occupiate di cucina"
- Sidonie Gabrielle Colette



Questa è una ricetta antica della mia famiglia, tramandata di nonna in nipote, da parte paterna.
Le pizzelle di sciurilli sono un cibo sfizioso, un intrattenimento godurioso mentre si aspetta la portata principale, tant'è che le si usa mangiare appena fritte, calde calde, spruzzate di pepe nero e sale.
Amo molto questi fiori gialli delicatissimi eppure carichi del sole cocente dell'estate, un fiore tutto da mangiare e che ha notevoli proprietà: sono ricchi di sali minerali ed hanno una buona dose di carotenoidi e ferro.
Io li preparo anche in zuppa, come faceva mia nonna.
Con un pizzico di magia e di innata saggezza, mia nonna riusciva a impreziosire non solo ogni cosa, ma pure ogni piatto e con estrema semplicità.

Questa delle pizzelle è la ricetta che nonna Lena mi ha tramandato, di cui però non posso scrivere le dosi precise di farina, lievito madre, un poco d'acqua quanto basta per amalgamare, erba cipollina e fiori di zucca appena colti dal campo, possibilmente la mattina presto quando sono belli freschi.
Lavare i fiori e privarli della turgida parte centrale, metterli da parte.
Si amalgama la farina a un poco di acqua e infine si aggiungono le erbe tagliuzzate a mano, non con il coltello.
Potete aggiungere anche rucola selvatica e prezzemolo.




La pastella  così formata la si lascia riposare una mezz'oretta, dopodichè nella padella calda di olio d'oliva extravergine versare a cucchiaiate generose. Lasciar dorare ogni lato per alcuni minuti, porre su carta assorbente o da cucina poi salare e pepare a proprio piacimento.
Non arriveranno alla tavola, ve l'assicuro, come tutto il cibo preparato con amore e passione.